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Full text of "Messalina azione storica coregrafica in 8 quadri"

'Staaiom ti autunno 1S9S 



MESSALINA 




AZIONE STORICA COREOGRAFICA IN 8 QUADRI 



DI 



Leseli DiiM^ei 



CON MUSICA DEL MAESTRO 




110 YUPPIE 



irlAC^UZKTO 



G. Armandi 

EDITORE 




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ESPOSIZIONE GENERALE ITALIANA - TORINO 1898 



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TEATRO VITTORIO EMANUELE 



Stagione dì Autunno 1898 



MESSALINA 



Azione Slorica Coreografica in S quadri 



DI 



LUIGI DANESI 

con Musica" 'del Maestro 



GIUSEPPE GKLA.QUINTO 



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qcntm e colto ofuovlico 



(Loòìmmc. 



' Ebbi già l'onore di fare rappresentare a) Teatro Regio 

e su queste scene del Teatro Vittorio Emanuele diversi 

miei lavori, i quali ottennero la più lusinghiera accoglienza. 

Oggi riproduco la Messalina, la quale fu già rappre- 
sentata al Teatro Regio nell'occasione dell'Esposizione 
Italiana nel 1884. 

Questa nuova riproduzione è eguale a quella che fu 
in parte rinnovata per le scene dell 1 Uden Théàtre di 
Parigi, ove ebbe 360 rappresentazioni. 

Nulla ho -trascurato per rendere questa edizione della 
Messalina fedele alla storia ed alle esigenze del Teatro. 



JJììiqi tyatiCM. 



Caio Cesare Caligola . . . 

Tiberio Claudio Druso . . . 

Valeria Messalina, sua moglie 

Britannico ) « ,. . . t , , u * 
{ figli dei suddetti 

Giulia Agrippina .... 

Comizio Nerone, suo figlio . 

Valerio Asiatico 

Bito Gladiatore, suo liberto . 

Pallante, liberto di Claudio . 

Narciso ) T .. ,. 

n ». ( Liberti .... 

Calisto ) 

Fidia, schiava di Messalina . 

Egizia, giovane danzatrice prò 
tetta di Messalina 

Menster, danzatore Fenicio 

Ester, danzatrice Greca 

Il Pontefice Massimo . 

Un Auspice .... 

Un Vittimarlo . . „ 

Vibidia, vestale massima 

Un Triumviro della notte . 

Un Capo dei Germani . . . 

Un Lettiga™ 

Un Lanista 

Un vecchio schiavo di Messalin 

Un Araldo 

Silvia (pentita) 

Cleopatra ...... 




TTORI 



Sig. G. Battista Bruneri 
» Francesco Mago 
» Anita Carassi 



» Adelina Brogi 






» 

» 
» 

» 



» 



Giovanni Fervevo 
Lodovico Saracco 
Vittorio Rosi 
G. Ferrerò 
Augusto Glnghlni 
Anglolina Saracco 

Ilaria Giuri 
Oreste Faraboiii 

Irma Grassi 
G. Ferrerò 
A. Glnghlni 
N. A. 

Carolina Manin 
G. B. Bruneri 
Alfredo Curii 
0. Farabonl 
Fara boni 
A. Glnghlni 
Carolina Manin 
Carolina Manin 
Vanda Rubens 



i 



cortigiane 



Sibidia 

Aspasia 

Calpurnia i 

Gellia 

Senatori - Consoli - Cavalieri - Pretoriani - Germani - Soldati - 
Romani e Barbari - Buccinieri - Auguri - Auspici - Vestali 

- Sacerdoti -Littori - Fanciulle e Fanciulli - Matrone Romane 

- Gladiatori - Cortigiane - Pronube - Citarede - Luperche - 
Popolo e Schiavi. 

L'azione si svolge in Roma. 

I due primi quadri nell'anno 41 dell'èravolgare, gli altri nel 48. 



Distribuzione delle Danze 



>•»•• 



QUADRO SECONDO 

1. Gli Alunni Gladiatori, ballabile eroico, eseguito dal corpo di ballo. 

QUADRO TERZO 

2. Voglio salvarti, danza d'azione, eseguita dalla prima ballerina 

assoluta, sig.na Marta Giuri, in unione al primo mimo asso- 
luto, sig. Lodovico Saracco» 

3. La Cordace, danza fenicia, eseguita dalla signorina Giuri e da) 

primo ballerino assoluto signor Oreste Faraboni. 

4. I Funamboli fenici, danza caratteristica eseguita da 16 ballerine 

e 16 piccole ragazze e dalla coppia danzante. 

QUADRO QUARTO 

5. Orgia Romana, grandioso adagio eseguito dalla coppia danzante 

e dall'intero corpo di ballo. 

6. Danza delle Cortigiane, eseguita dalla coppia danzante, e dal 

corpo di ballo. 

7. La Sorpresa, danza d'azione eseguita dalla coppia danzante, dalla 

prima mima assoluta signorina Anita Grassi e dal primo mimo 
assoluto signor Lodovico Saracco in unione al corpo di ballo. 

QUADRO SESTO 

8. Introduzione, danza dei Doni, eseguita dal corpo di ballo. 

9. Imeneo, danza di Citaredi, di Schiave egiziane e di Pronube, 

eseguita dalla prima ballerina italiana signorina Irma Grassi 
e dal corpo di ballo. 
.10. Venere, danza eseguita dalla signorina Maria Giuri. 

11. L'Ebbrezza, ballabile eseguito dalla signorina Irma Grassi e 
dal corpo Hi .ballo. 

12. Passo a due, eseguito dalla coppia danzante signorina Maria 
Giuri e signor Oreste Faraboni, composto dal suddetto. 

13. Le Feste Lupercali, danza eseguita dal eorpo di ballo. 

QUADRO OTTAVO 

14. Il Trionfo di Cesare, grandioso ballabile eseguito dalla signo- 
rina Maria Giuri, dall'intero corpo di ballo, da ragazzette e 
da tutte le Masse. 



QUADRO PRIMO 

Cripto-Portico nella casa di Caligola sul Palatino 

Eia Congiura contro Caligola. 

È il giorno 24 gennaio dell'anno 41 di Cristo. — Va- 
lerio Asiatico, Bito, Cassio Cherèa e Cornelio Sabino, 
insieme a molti Pretoriani attendono il ritorno di Cali- 
gola dall'aver assistito ai ludi palatini, e giurano di 
ucciderlo. Seguito da pochi Germani, Caio Cesare traversa 
infatti il Cripto-Portico e tutti s'inchinano reverenti al 
suo passaggio; uscito però appena, Bito ed i più furenti 
fra i congiurati lo inseguono, brandendo le armi. 

Pochi istanti dopo un lontano cozzar di spade echeg- 
gia pel sotterraneo, e Bito e i suoi compagni ritornano 
annunziando l'uccisione di Caligola e la libertà di Roma. 
Valerio Asiatico volendo dimostrare a Bito suo schiavo 
quanto abbia caro la generosità e la prodezza, lo abbrac- 
cia, e con questo atto lo rende libero ; mentre Bito s'in" 
ginocchia per ringraziare Valerio, accorrono i soldati ger- 
mani, il gladiatore vorrebbe loro opporsi, ma Valerio lo 
arresta e consiglia tutti i suoi a seguirlo dove il combat- 
tere possa essere coronato dalla vittoria. 



— 6 — 

I soldati germani, altri Pretoriani ed alcuni Lettigari, 
rischiarandosi il passo con faci, depongono in terra il 
cadavere di Caligola e giurano vendicarne la morte. Intanto 
un pretoriano trascina sulla scena Claudio , svelando 
d'averlo trovato nascosto nella più remota soffitta del 
palazzo, e dichiarandolo per Puccisore di Caligola; invano 
il povero Claudio rifugge dalla vista del cadavere, invano 
si appalesa per figlio di Druso e per zio dello spento 
imperatore. Non v'ha chi presti fede alle sue parole e sta 
per essere ucciso, quando per buona ventura viene rico- 
nosciuto da un Lettigario. Allora uno dei germani propone 
che Claudio sia l'imperatore novello ; la proposta è da 
tutti accolta con plauso, e la porpora che vestiva il cada- 
vere di Caligola vien posta indosso a Claudio, il quale, 
resistendo ed opponendosi inutilmente, vien sollevato 
sugli scudi dei Pretoriani. 



QUADRO SECONDO 

L Interno dell' Anfiteatro. 

I Ludi Gladiatori- « Ave Caesar, morituri te salutant \ » 
Pollice verso. 

L'Anfiteatro rigurgita di popolo ; Claudio e Messalina 
sul pulvinare imperiale assistono allo spettacolo e il ban- 
ditore dei giochi dà il segnale del combattimento. Squil- 
lano le trombe, ed un Lanista seguito da sedici gladiatori, 
quattro della classe de' Retiari, armati di rete e di 
tridente, quattro di quella dei Mirmilloni col famoso 
pesce sull'elmo d'onde traeano il nome, quattro di quella 
dei Traci armati della sica o coltello ricurvo e dello 
scudo, e finalmente quattro della classe degli Hoploma- 
chi, cogli elmi che racchiudono intieramente le loro teste. 



— 7 - 

entrano nell'arena. Giunti davanti al pulvinare dell'im- 
peratore, i gladiatori lo salutano con il consueto grido 
di Ave Ccesar, morituri te salutant. 

Dopo molte vicende la vittoria del combattimento resta 
ad un Mirmillone ; il Retiano suo avversario implora, 
cadendo, che gli si conceda la vita; ma da Messalina, dal- 
l'Imperatore e dalle Vestali fino all'infima plebe, tutti 
rivolgono il pollice contro l'infelice, cui non resta che 
morire. Plausi fragorosi salutano il Mirmillone vincitore, 
un giovane Trace, di bellissime forme, di nome Bito ; 
Messalina entusiasmata del coraggioso Trace gli getta 
dal podio imperiale una corona e invia la sua schiava 
Tidia che introduca il giovane vincitore nella reggia im- 
periale. Gli arenatoti, spargono di nuova arena il suolo 
dell'anfiteatro, ed una eletta schiera di giovani alunni 
della scuola gladiatoria viene a dar prova di destrezza 
innanzi a Claudio e al popolo romano. 

(Cala per pochi istanti il telone continuando la musica.) 



QUADRO TERZO 

Sala d'ingresso al cubicolo imperiale di Messalina. 

Bito, il prode, il magnanimo gladiatore, il congiurato 
contro Caligola, il liberto di Valerio Asiatico, è disteso 
ai piedi dell'imperatrice Messalina che, nell'ebbrezza vo- 
luttuosa del suo delirio, ancor gli domanda amore; ma 
esso vacilla e cade privo di forze. Messalina sdegnosa- 
mente lo guarda, quindi a un di lei cenno sì presenta la 
gentile Egizia sua schiava prediletta e le ordina che il 
gladiatore sia discacciato dal palazzo imperiale, altrimenti 
lo farà uccidere, e volgendosi a Bito, che colle mani si 



- 8 — 

sorregge l'ardente fronte, gli fa un gesto di sprezzo, e 
parte. La giovanetta Egizia si avvicina treman e al gio- 
vane gladiatore, e scuotendolo gli ordina di partire. Bito 
si desta, non ascolta quanto gli dice Egizia e s'aggira 
osservando tutto quanto lo circonda come istupidito, e 
richiamando alla sua memoria quanto gli accadde; intanto 
Egizia, vedendo un ricco specchio, se ne impossessa e si 
abbandona ad un' estasi ammirando la sua beltà. Bito 
rammenta ove trovasi e con gioia esclama : — Dove sei, 
mia diletta Messalina? — e va per inoltrarsi negli ap- 
partamenti imperiali. Egizia lo arresta, ma Bito vuol 
sapere ove è Messalina; la giovinetta tremante accenna 
ove trovasi, Bito vuole penetrare, ma Egizia glielo impe- 
disce, pregandolo di uscire, altrimenti sarà morto ; e 
dolcemente lo respinge facendolo uscire, ma Bito giura di 
vendicarsi. Giunge Fidia fedele schiava etiope di Messalina 
che annuncia a Egizia l'arrivo dell'imperatrice. Messalina 
appare sulla soglia: essa è fiera, e volgendosi a Fidia le 
ordina che l'adorni delle sue preziose gioie. Egizia le 
dice sommessa che il gladiatore è partito; gioia, di Mes- 
salina, e la vezzosa Egizia con voluttuose pose procura 
rallegrare l'imperatrice; questa ordina che si ritiri. 

Il liberto di Claudio, Pallante, annunzia a Messalina 
l'imperatore. Claudio abbicacela affettuosamente la moglie 
e le presenta molti nobili personaggi, tra cui Agrippina 
e Caio Silio, dal quale l'imperatrice è irresistibilmente 
affascinata. Silio e Messalina si ricambiano un breve 
sguardo riboccante di voluttà; un altro sguardo, ma 
ripieno di sdegno e di sprezzo, accompagna il saluto 
scambievole di Agrippina e di Messalina. Tutti siedono 
per assistere ad una danza di funamboli. 

Questi vengono introdotti da Pallante, e mentre con- 
ducono la loro danza, Claudio si addormenta. Messalina 
congeda allora tutti e fa cenno soltanto ad Agrippina di 
trattenersi. 



— 9 — 

Rimaste sole le due terribili donne, Messalina si dimo- 
stra offesa che il suo figlio Britannico non sia stato 
applaudito nel presentarsi al pubblico sul podio del circo, 
mentre Domizio, il figlio di Agrippina, era stato in quella 
occasione acclamatissimo, e giura alla perfida Agrippina 
di accusarla come congiurata contro l'imperatore. Mes- 
salina quindi fa uscire la sua nemica, ordina a Pallante 
di vegliare su Claudio che ancora dorme e si allontana. 
Claudio destandosi chiede di Messalina, ed udendo dalla 
sua schiava, chiamata allora da Pallante, che l'impera- 
trice è fuori di palazzo, va sulle furie, poi si rassegna e 
appoggiato al braccio del suo fido liberto, s'avvia per 
andare a dormire nuovamente e solo. 



QUADRO QUARTO. 

Vasto atrio alla Suburra - Orgia Romana, 

Cittadini d'ogni classe si trovano riuniti in questa sala 
dove consumano un banchetto in onore delle cortigiane 
abitatrici della casa. Fra i convenuti si notano Silio, 
Bito, la vezzosa Egizia e Menster. Silio è circondato 
da Calpurnia e da Gellia, che gli cingono la fronte di 
rose; Bito abbraccia Cleopatra e la bella e mestissima 
Silvia, alla quale invano domanda ragione dell'inoppor- 
tuna tristezza. 

Intanto Pallante reca alle fanciulle pastiglie e dolci. 
Un detto di Pallante offende Silio, e nasce tra loro una 
questione, che una proposta di Egizia basta a dissipare. 
Essa invita tutti a menare una danza in onore della 
bionda Venere, e tutte le fanciulle intrecciano le loro 
voluttuose danze attorno agli uomini. Silvia soltanto ri- 
mane sempre pensierosa e triste al fianco di Bito, al 
quale finalmente rivela il suo segreto. 



— 10 — 

Ella è stanca di condurre quell'abbietta vita; un giorno 
entrata a caso in un sotterraneo, ha udito la voce santa 
di un sacerdote che a nome d'un Dio che è nel cielo, 
proferiva parole di conforto, di speranza e di perdono. 
Ella ha deciso: si reca colà fra quella gente adoratrice 
della croce, dove non più la chiameranno serva, ma sorella. 
Bito, commosso, bacia in fronte la bella Silvia, e mentre 
essa s'allontana cautamente giurando dì non più riporre 
il piede in quel luogo, Bito mestamente la segue. 

Silio, Pallante ed altri si ritirano in attigue stanze. Una 
cortigiana, nascondendo il volto fra le pieghe del suo 
manto, seguita da Bito, entra con sospetto nella sala; tutte 
le fanciulle le vanno incontro. Bito le si avvicina e crede 
di riscontrare in lei le sembianze d'altra: indarno vuole 
mirarla in volto, che Ester e le altre lo attorniano, e 
pregate dalla nuova arrivata procurano di allontanarlo da 
lei. Egli però, certo ornai che quella veste nasconda 
altra persona, le si appressa nuovamente. Una nera ciocca 
di capelli, che dal disotto della parrucca scende sul collo 
della donna, basta a cangiare in certezza il dubbio di 
Bito, il quale con espressione d'ira e di vendetta accenna 
alla cortigiana che là in altra sala il nobile Silio è in 
preda a nuovi amori. Ella vorrebbe slanciarsi verso l'indi- 
cata porta, ma ne è trattenuta a forza da Bito; lo strepito 
e le grida di soccorso delle altre fanciulle, chiamano 
Pallante e Silio, che accorre abbracciato a Gellia ed a 
Calpurnia. Silio taccia di vile il gladiatore, una lotta furente 
s'impegna fra loro, quando giunge il triumviro della notte 
con alcuni vigili. A questi Bito consiglia di vegliare piut- 
tosto sul Palazzo imperiale che sulla Suburra, poiché la 
diva Messalina, la moglie del divino imperatore, è qui 
confusa alle più abbiette femmine del volgo, e in così 
dire strappa dal capo della cortigiana misteriosa la gialla 
parrucca. Messalina rimane un istante atterrita, ma alzando 
poi la fronte scintillante di sdegno e di vendetta, fa pie- 



— 11 — 

gare tutti d'innanzi a sé, dichiarandoli, rei di lesa maestà. 
Uno sguardo feroce lancia l'imperatrice al gladiatore,, 
mentre è condotto con Silio in prigione. Tutti gli altri 
si gettano ai piedi dell'imperatrice. 



QUADRO QUINTO 

Una sala nel Palazzo imperiale. 

Le cortigiane Calpurnia, Cleopatra, Gellia e Sibidia sona 
da Pallante introdotte. Piangendo dirottamente, esse cadono 
ai piedi di Claudio. L'imperatore, rimasto sorpreso da tale 
aggressione, domanda che sia avvenuto; e tutte, sempre 
piangendo, rivelano che Messalina la notte innanzi si 
era recata alla Suburra abbigliata alla loro stessa usanza. 
Claudio esita a creder ciò, quando entra Messalina. L'im- 
peratrice prega Claudio che faccia uscire quelle donne. 
Claudio obbedisce e tutte escono. Messalina allora con- 
ferma al marito di essersi recata nella notte innanzi alla 
Suburra, ma solo per iscoprire una congiura che i liberti, 
de' quali tanto si fida, ordivano contro di lui sotto la 
guida dell'Asiatico, che insieme ai suoi seguaci ella stessa 
ha fatto già condurre in palazzo. Claudio abbraccia con 
tutto l'affetto Messalina e vuol che siano introdotti i rei. 
Valerio Asiatico e Bito si presentano alteri innanzi al- 
l'imperatore. Valerio chiede di che sia accusato, e Mes- 
salina gli risponde d'attentare alla vita di Claudio. Valerio 
aggiunge che le sue ricchezze avranno forse destato il 
desiderio avido dell'imperatrice, alla quale non mancano 
mai pretesti; egli morrà, ma chiede, unica grazia che egli 
abbia domandato ad un imperatore, di morire liberamente. 
Messalina singhiozzando concede un tanto favore all'Asia- 
tico. Claudio, avvedendosi di Bito che abbraccia commosso 



- 12 — 

il suo diletto padrone, consiglia il gladiatore di farsi ucci- 
dere alla prima occasione nel" circo; l'Asiatico, volgendo 
uno sguardo di sprezzo a Claudio ed a Messalina, esce. 

Claudio, abbracciata nuovamente la moglie e dando a lei 
pieno potere di giudicare gli altri colpevoli, si allontana. 

Bito, rimasto solo al cospetto di Messalina, cade ai suoi 
piedi e la scongiura perchè la tremenda condanna scenda 
sul suo capo piuttosto che su quello dell'Asiatico Messalina 
è immutabile nel suo proposito, e comanda al gladiatore 
di uscire. Bito esce giurando di vendicare l'Asiatico. L'im- 
peratrice allora fa venire Silio, ritenuto nel palazzo; questi 
chiede a Messalina perdono e manifesta a lei il timore 
che ha di Claudio se un giorno s'accertasse del loro amore; 
unico mezzo di salvezza, egli aggiunge, è quello di spo- 
sarci. Messalina si mostra compresa di sgomento a tale 
insinuazione, ma l'odio di Agrippina e la stanchezza di 
Roma in ubbidire ai liberti di Claudio, suggeritole da 
Silio, la persuadono finalmente ad accettare questo estremo 
ed unico partito. Mentre Silio giubilando s'allontana, 
entra Claudio ed annunzia a Messalina che egli si reca 
ad Ostia, e la prega a volerlo seguire. Messalina però 
non accetta e preferisce di rimanere in Roma. 



QUADRO SESTO 

/ giardini di Liicullo; a sinistra una ricchissima casa. 

Si preparano gli sponsali di Messalina con Silio ; molti 
Senatori e Cavalieri inneggiano agli sposi. Il Pontefice 
Massimo, la Sacerdotessa di Vesta, le Vestale, un Auspice, 
le Citarede, le Pronube e molte fanciulle coronate di 
fiori e recinte di candidi veli precedono la ricca lettiga 
ove è Messalina avvolta nel flammeo nuziale. Fan seguito 



— 13 - 

a questa lo sposo, il console Aulo Vitellio e molte nobili 
matrone. Il Pontefice Massimo, fatta agitare ai quattro 
venti da un fanciullo la face sacra, compie il rito del 
matrimonio, e consegna a Silio la dote che l'augusta 
sposa aveva affidato alle sue mani, mentre gli sposi, se- 
guiti dalla schiava di Messalina e da alcuni schiavi che 
recano doni preziosi, entrano nella casa. Le danzatrici 
intrecciano lietissime danze. Egizia apparisce sotto le 
spoglie di Venere e prende parte alle danze con Menster. 
Poco dopo Messalina ritorna al fianco del novello sposo 
abbigliata colPabito dei Lupercali, quando giunge fret- 
tolosa la fedele schiava ad avvertirla dell'arrivo dei Pre- 
toriani mandati da Claudio. Messalina, ebbra, nulla ascolta, 
ma gli astanti tutti fuggono; Silio resta atterrito, ma 
Messalina lo incoraggia e lo prega di riordinare i suoi 
schiavi e le fanciulle tutte per intrecciare carole in omag- 
gio della Dea Venere. Parte Silio, e rimasta sola Mes- 
salina si trova dinanzi a Bito, il vendicatore di Valerio 
Asiatico; egli trascina la superba donna innanzi alla 
casa nel luogo appunto ove fu eretto il rogo all'infelice 
Asiatico, e sopra quella zolla infrange la corona di rose 
che cingeva la fronte della sposa e la costringe ad ingi- 
nocchiarsi : in quell'istante il gladiatore vorrebbe uccidere 
l'infame donna, . ma il lampo dei suoi occhi l'affascina, 
ed egli ancora l'ama. Profittando di un tale momento, 
Messalina si slancia tra le braccia di Bito dicendogli : 
« Salvami e sarò tua. » Bito non sa resistere più oltre , 
e mentre è per fuggire con Messalina giungono i Preto- 
riani. S'impegna una breve lotta, e Bito cade ferito a morte. 
« Io muoio e t'amo! » sono le ultime sue espressioni. Gui- 
dati da Pallante , i Pretoriani si portano da Claudio per 
palesargli le orrenda gesta di Messalina. Ritorna Silio giu- 
bilante per avvisare la sua sposa che tutto è pronto per 
la festa in onore di Venere, ma scorgendo l'estinto gla- 
diatore ne resta atterrito. Messalina si getta nelle di lui 



— 14 — 

braccia dichiarandogli che ama lui solo e di nulla deve 
turbarsi. Silio ordina ad alcuni schiavi che trasportino 
il corpo di Bito, mentre Messalina cinge il Baccante tirso 
e chiama tutti i suoi, i quali prontamente giungono 
danzando coperti di pampini. Alcuni squilli di trombe 
si odono da lungi: sono i Pretoriani con Claudio e Pal- 
lante che si avanzano a quella volta. Silio manifesta il 
suo timore a Messalina, la quale delirante ed ebbra tac- 
cia di vile il suo diletto e ordina che si proseguano le 
ferventi carole, mente, inosservato, Pallante mostra a 
Claudio la scena. 



QUADRO SETTIMO 

Una sala nel Palazzo imperiale che dà ingresso al 
Triclinio ; alla destra è una porta che conduce 
alla Biblioteca. 



Claudio tutto agitato entra nella sala seguito dai suoi 
liberti. Pallante, Narciso e Calisto consigliano Claudio a 
lavar col sangue l'offesa, onde è stato fatto segno da 
Messalina. Egli si mostra esitante sul principio, ma i 
Liberti ricordandogli che i Pretoriani piangono derisa la 
maestà di Roma e che vogliono la morte di Messalina, 
l'imperatore acconsente donando a Pallante l'anello im- 
periale per dar ordine di far uccidere Messalina. Vibidia, 
la vestale massima, si presenta a Claudio pregandolo di 
ascoltare l'infelice imperatrice; i Liberti vorrebbero op- 
porsi, ma Claudio ordina invece che si avanzi. 

La madre d'Ottavia e di Britannico cade in ginocchio 
innanzi all'imperatore, ed adopera tutte le sue arti per 
intenerirlo e per nascondere il dolore che prova nelFap- 
prendere da Claudio la morte di Silio. Claudio è com- 



— 15 — 

mosso alle preghiere di Messalina, e non senza farle in- 
travedere una speranza di salvezza s'avvia verso la Biblio- 
teca. Mentre Messalina, credendosi vincitrice, certa di 
potersi vendicare dei Liberti, si allontana, questi che tutto 
hanno udito, decidono di ucciderla all'istante, e chiamato 
un Centurione, Pallante gli consegna Panello ricevuto 
all'uopo da Claudio e gli impone di ucciderla. 
Il Centurione segue Messalina e la ferisce mortalmente 
Pallante corre verso l'imperatrice per accertarsi se il colpo 
è veramente mortale. Incontrandosi Messalina con Pal- 
lante, essa, sebbene presso a morire, rimprovera l'ingra- 
titudine del liberto e vorrebbe trascinarsi, per accasarlo, 
fino a Claudio ; ma sfinita, cade esanime. Accorre Fidia, 
la fedele schiava, che inorridita esclama d'avvisare Claudio; 
ma Pallante l'arresta e dà ordine di trasportare il corpo 
di Messalina nella vicina stanza. L'imperatore ritorna 
tutto giulivo dalla biblioteca per aver trovato le cinque 
lettere dell'alfabeto. Pallante gii annunzia l'ora della cena. 
Claudio ordina che ne sia avvertita Messalina, ma ap- 
prende da Pallante che ella è stata per suo ordine uccisa: 
così dicendo apre la tenda, mostra l'estinta imperatrice 
e gli riconsegna l'imperiale gemma. Mentre Claudio pro- 
cura di ricercare nella sua mente quando ciò abbia co- 
mandato, vede Agrippina col figlio Domizio. A quella 
vista dimentica tutto, strappa al giovinetto Domizio la 
bulla, anticipandogli così la toga virile, abbraccia Agrip- 
pina e la elegge per sua sposa. A solennizzare tali spon- 
sali, Claudio ordina ai Liberti che sia apprestato al Foro 
un trionfale spettacolo. 



— 16 



QUADRO OTTAVO 

Trionfo di Claudio Cesare 

II Foro Romano, 
In fondo le alture che mettono al Campidoglio. 

Nel più classico Foro di Roma si festeggiano gli spon- 
sali di Claudio e di Agrippina. 

GRAN BALLABILE TRIONFALE 



FINE 



Torino — Tip. M. Anale via Maria Vittoria, 17 



// Coreografo sì riserva lutti i diritti di proprietà 
che gli accorda la legge %4 Aprile 1863. 



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